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Come si scrive un libro?

Dove si inizia?

Ma soprattutto chi lo scrive? io…?

Come si scrive un libro?

Dove si inizia?

Ma soprattutto chi lo scrive? io…?

Ecco, queste domande le lascio a chi si alza la mattina e si sente il Ken Follett del momento, tanto per citarne uno scrittore famoso.

Il come, il dove e, soprattutto il chi, li ho saltati a piedi pari; il mio libro era già scritto nei miei post raccolti con l’hashtag #il_libro_che_scrivero, creato a posteriori, infatti l’idea mi è venuta in uno dei miei viaggi in Florida.

La scena è stata la seguente: dovevo preparare una zoom molto importante, era esattamente uno speech per un evento online, un intervento sul mindset.

Di solito porto con me sempre i miei appunti, quaderni enormi dove segno di tutto, magari appunti presi da un libro, da un video su Youtube o da interventi di vari mentori…

Ma il quaderno non era con me. l’avevo dimenticato a casa, a Roma, allora feci per la prima volta una cosa che fino a quel momento non mi era mai capitato di fare, andai sul mio profilo facebook e cominciai a scorrere a ritroso nel tempo i miei post, convinto di trovare ispirazione da una delle mie vecchie pubblicazioni…

Beh non ci credevo neanche io, c’era talmente tanto materiale, tanti aneddoti, pensieri e parole su ogni sorta di argomento che esclamai a voce alta “cavolo, ci posso scrivere un libro”

E da lì la mia mente entrò in azione, devo raccogliere tutte queste informazioni e racchiuderle in una cartella, ma erano tante, senza una logica temporale…erano semplici post di Facebook!

Quindi, come catalogarli?! Come elencarli?! Come classificarli?!

Da lì nacque l’hashtag “il libro che scriverò”, che mi è servito almeno per raccogliere tutti quei post insieme, era l’estate del 2019. In un secodo momento ho ripreso tutte le mie zoom, gli interventi fatti online e li ho portati nero su bianco, ho passato giorni interi a riascoltarmi e a scrivere.

Con il quadro generale più chiaro, dovevo solo dare a quel materiale un inquadramento temporale e, cosa più importante, capire come fare per renderlo alla portata di tutti.

Ho sempre pensato una cosa delle persone di successo, hanno la capacità di delegare: se vuoi essere un professionista nel tuo settore circondati di professionisti che svolgano per te determinate azioni e mansioni.

Cercai quindi sul web una figura chiave per chi volesse scrivere un libro ma non sà da dove iniziare, mi serviva un Ghost Writer.

Parlai con un paio di personaggi, e con molti altri scambiai qualche mail, ma a “pelle” le sensazioni erano negative.

Un Ghost Writer deve diventare il collegamento fra te, i tuoi pensieri e le pagine del libro, è una figura fondamentale per la stesura dei vari capitoli perché entra in contatto con te fino nell’intimo, è la tua mano che tiene la penna.

Ci vuole fiducia per mettersi nelle mani di una persona del genere, e in quei colloqui ho trovato distacco, freddezza e pochissima empatia.

Accantonai l’idea per un po’ di tempo, ma la legge d’attrazione era all’opera.

Non passò molto tempo perché volevo fortemente veder prendere forma questo progetto

Impara a delegare. Stava nascendo, o era nato da poco, un progetto sulla mia persona, il mio sito web, e per far questo mi aiutò la mia Upline presentandomi quella che oggi posso definire tranquillamente il mio braccio destro, Maria Cristina Pizzato. Fu lei a presentarmi quella che oggi non è solo il mio Ghost Writer ma a tutti gli effetti la custode di qull’ “intimo” citato prima.

Sono stati momenti intensi, dove ho rivissuto nelle interviste (una a settimana) per svariati mesi, ogni singola emozione di questi primi 12 anni di attività.

Io parlavo, mi emozionavo, mi incazzavo rivivendo il mio passato e lei, prendendomi per mano, metteva nero su bianco i miei racconti.

In questo progetto credo sia stata la parte più bella, essermi raccontato senza veli a una perfetta sconosciuta.

contattami e sarò felice di rispondere alle tue domande!

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