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Se vuoi crescere e ottenere qualcosa devi passare per forza attraverso la sofferenza.

È lì che, inconsapevolmente, cominciamo a sognare.

Perché il sogno diventa la conquista di un qualcosa senza passare attraverso il dolore.

Ossessionati dalla libertà

Siamo ossessionati dalla libertà.

Cerchiamo di conquistarla in tutti i modi; fin dalla nostra nascita lottiamo già per essa, il parto è una delle più grandi prove che mamma e bimbo possano affrontare, ed è a tutti gli effetti la prorompente voglia di vita e di libertà del bambino, chiuso da 9 mesi in una sacca d’acqua al buio…

Un bambino è ossessionato dalla libertà, libertà di pensiero, di parola e di azioni.

Da piccoli ogni cosa è una scoperta; la voglia di conoscere ogni sensazione, esperienza, oggetto, ci porta ad essere curiosi, impavidi, intraprendenti, senza farci condizionare dalla paura.

Ed è così che ci facciamo male: le prime cadute, i primi bernoccoli, le prime ferite. Non solo fisiche, corporali, ma anche e soprattutto nella nostra anima.

Tutte piccole conquiste per quella libertà.

La inseguiamo costantemente, e cresciamo sapendo che va conquistata giorno dopo giorno. Già da piccoli conosciamo le prime difficoltà, impariamo cos’è il dolore, cos’è la sconfitta.

Se vuoi crescere e ottenere qualcosa devi passare per forza attraverso la sofferenza.

È lì che, inconsapevolmente, cominciamo a sognare.

Perché il sogno diventa la conquista di un qualcosa senza passare attraverso il dolore.

Proviamo quella sensazione di benessere per aver ottenuto quello che volevamo, senza aver sofferto per raggiungere il nostro desiderio.

Ecco che quella libertà si materializza in ogni dove, in ogni come.

Possiamo quindi affermare che il sogno stesso è libertà? Io credo proprio di averlo imparato.

Sappiamo però che la libertà è la sofferenza della conquista, un passaggio obbligato, ma un bambino non si arrende, va dritto verso il suo obiettivo.

E per farlo comincia a sognare più in grande; ed è una continua ricerca del modo più ‘indolore’ per raggiungere la libertà. Essere liberi senza soffrire, o almeno non più di tanto, il minimo indispensabile.

Ecco perché siamo ossessionati dalla libertà.

Siamo alla costante ricerca di annullare la nostra sofferenza.

Un bambino si veste da supereroe, indossa gli abiti che gli permettono di sconfiggere tutto, vincere su tutto.

Ma, esattamente, cosa sta facendo? Cosa vuole esprimere vestendo gli abiti di Superman o Batman?

Sta semplicemente visualizzando il suo futuro, quel futuro che lo vedrà protagonista, acclamato dalla folla, imitato dalla massa, vuole essere un simbolo, una icona.

Vuole essere UN ESEMPIO.

La libertà nascosta nei nostri sogni

Il tempo è certezza ed è costanza; quel bambino cresce in fretta, talmente in fretta che ha dimenticato questo concetto, la libertà è prima di tutto nei nostri sogni.

Lo fa sempre di meno, si arrende alle sconfitte, spesso le evita, quasi a voler tornare nella pancia della mamma, in un luogo protetto, al riparo dal dolore. Certo, al buio, ma al caldo, al sicuro.

Perché sa che nascere sarà soffrire. 

E allora smette anche di sognare.

Diventa grande, pieno di paure, incertezze, pochissime conferme.

Non è più nella pancia della madre, e deve costruirsi una nicchia di sicurezza, un’altra Comfort Zone. Rimane fermo, immobile, non rischia per non cadere.

Non osa per non sognare o peggio…non sogna più per non osare!

Questo è il destino di tutti noi, se smettiamo di sognare.

Ossessionati dalla libertà, talmente tanto da passare una vita a dimenticarla.

Ci chiudiamo in aree protette, apparentemente confortevoli, le riempiamo di false credenze o credenze limitanti, mettiamo ai suoi confini delle sentinelle per controllare i nostri pensieri, le chiamiamo per nome, nomi cari, nomi che toccano le nostre corde più profonde, mamma papà, fratello o sorella, amico o collega, e tutti hanno una qualifica, sono stati promossi ladri di sogni.

Libertà di pensiero e azione; invece tutto ci criticano e tutto ci distruggono.

Ma raramente abbiamo la consapevolezza che è solo un autosabotaggio.

La colpa è solo nostra.

Abbiamo smesso di indossare il vestito da supereroe, abbiamo smesso di sognare.

Quanti di voi si riconoscono in questo racconto?

Quanti di voi hanno capito che tornare a sognare è la soluzione?

Quanti di voi si sentono ora ossessionati dalla libertà?

Io so che la libertà esiste, e so come arrivarci, perché un giorno lo vidi realizzato e allora capii che era possibile.

E allora ti rimane solo una cosa da fare.

Prima decidi e poi passa in azione!

 

contattami e sarò felice di rispondere alle tue domande!

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